5 motivi per cui “The danish girl” è un film da vedere

Lo ammetto, il fatto che un film sia candidato a diversi Oscar per me non è un motivo sufficiente per vederlo, ma le quattro candidature agli Oscar 2016 di “The danish girl” sono tutte ampiamente meritate… anzi, io ne avrei aggiunta ancora una, ma andiamo con ordine.
Ecco i 5 motivi per cui “The danish girl” è un film da vedere:

1.”The danish girl” è una storia vera (romanzata)

“The danish girl” non è la solita storia un pò troppo finta per crederci che spesso ci viene proposta dal cinema.
Seppur un pò romanzata, “The danish girl” è la vera storia di Lili Elbe, la prima donna (operata) nata uomo della storia.
Nella Danimarca di inizio ‘900 Einar e Gerda Wegener sono una coppia di pittori (paesaggista lui, ritrattista lei) sposata da qualche anno, molto affiatata, sia nella quotidianità che a letto.
Tutto cambia quando Einar, per aiutare la moglie a finire un lavoro, posa indossando calze e scarpe da donna che risvegliano in lui un istinto celato per anni. Con la complicità di Gerda, si traveste da donna per un importante evento mondano e così inizia a sentirsi doppio: ormai non esiste più solo Einar, ma nello stesso corpo convive anche Lili, suo alter ego femminile che lotta per prevalere. Vedrete Einar cambiare e trasformarsi in Lili sotto i vostri occhi, minuto dopo minuto, fino all’operazione (la prima della storia) che lo renderà una vera donna. Una storia intensa, proprio perchè vera.

2. Vedere con altri occhi

Nonostante in 100 anni siano stati fatti passi enormi nel campo del cambio di sesso, sia a livello medico che sociale, non tutto è cambiato. Certi pregiudizi sono difficili da cancellare e vedere le reazioni della gente seduti comodamente in un cinema o sul divano di casa a volte fa riflettere più che vederle dal vivo. Prima di incontrare il dottore disposto a operarlo, Einar ha diverse disavventure: viene insultato e picchiato da alcuni uomini per strada per il suo aspetto poco mascolino, viene considerato pazzo da molti dottori e psichiatri, addirittura sfugge per miracolo al manicomio dopo essere stato accusato di schizofrenia.
Vedere le cose da un’altra prospettiva e in un’altra epoca fa riflettere…

3. Eddie Redmayne e Alicia Vikander

I due attori principali, entrambi candidati agli Oscar, vanno sicuramente menzionati.
Eddie Redmayne, dal cui viso è facile rimanere rapite, è convincente nel ruolo di Einar, quanto in quello di Lili.
Una scena stupenda è quella in cui Einar va a vedere uno “spettacolino per uomini” al solo scopo di imparare, copiandole, le movenze della ballerina che si esibisce per lui dietro un vetro.
Alicia Vikander è stata una rivelazione incredibile. E’ perfetta nel ruolo di Gerda (un personaggio di per sè interessante) e a tratti sembra essere lei la vera protagonista del film. Ottima la complicità tra gli attori.

4. Costumi e scenografia

Non a caso, gli altri due motivi di candidatura agli Oscar sono proprio loro: i costumi e la scenografia.
Nulla è lasciato al caso e ogni minimo dettaglio ci fa immergere in un mondo ormai scomparso con gli anni, facendoci quasi credere che il film sia stato girato proprio 100 anni fa.
I costumi, poi, hanno un ruolo importantissimo nel film e contribuiscono a renderlo più reale.

5. La regia di Tom Hooper

Last but not least.
La candidatura agli Oscar mancata (a parer mio).
La regia di Tom Hooper.
Personalmente non sono un’esperta di cinema, nè di videomaking, ma fin dalle prime inquadrature mi sono innamorata della regia del film. I particolari che Tom Hooper (britannico, classe 1972) è riuscito a catturare sono meravigliosi.

Se ancora non vi ho convinti… guardate il trailer del film.

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