Figli maggiori, di mezzo, minori e figli unici

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Essere genitori non è facile, è risaputo, ma essere figli spesso è altrettanto difficile.
Ogni figlio ha il suo carattere, i suoi modi di fare e le sue attitudini, ma non è tutto qui: per quanto la personalità di ogni figlio sia unica, alcuni aspetti sono comuni. E se vi dicessi che in base all’ordine di nascita e alla presenza o meno di fratelli e sorelle, ogni figlio ha delle caratteristiche?

La famiglia di origine è il primo gruppo sociale di cui facciamo parte nella nostra vita.
Come ogni gruppo sociale, la famiglia può essere composta da un numero variabile di persone e la loro interazione influisce su ogni membro del gruppo in un certo modo, in base al ruolo che ricopre il dato membro.
Cosa significa? Significa che ogni figlio svilupperà determinate caratteristiche proprio in base al ruolo che ricopre all’interno della famiglia. Ma vediamo quali sono questi ruoli e cosa comportano.

Il figlio unico

Il figlio unico è il caso più particolare.
Non dovendo interagire con altri suoi pari, non avendo fratelli, si ritrova ad essere l’unico figlio su cui i genitori riversano la loro attenzione. Ciò comporta il fatto che il figlio unico sia abituato ad avere tutte le attenzioni su di sè e spesso andrà a ricercare questo meccanismo anche all’esterno dell’ambiente familiare, sviluppando una personalità egocentrica. E’ piuttosto comune infatti che il figlio unico (maschio o femmina che sia) tenda a ricercare relazioni con persone che sappiano dedicargli tutte le attenzioni che desiderano. Sono piuttosto viziati e abituati a non dover dividere nulla, rischiando di diventare egoisti.
Da contro, però, il figlio unico porta il peso di dover dare soddisfazioni ai genitori, come loro unico erede.
Consiglio: spronatelo a condividere e donare e insegnategli che il mondo non gira intorno a lui.

Il figlio maggiore

Il figlio maggiore, essendo il primogenito, riceve fin da subito le attenzioni e le aspettative di un figlio unico, salvo poi diventare “il maggiore” alla nascita di un fratellino o di una sorellina. Come “maggiore” da lui ci si aspetta che sia d’esempio per i fratelli minori, che li guidi e li protegga e che sia d’aiuto per i genitori; insomma, un peso non indifferente. Tutta questa responsabilità, però, solitamente giova al figlio maggiore che tende ad essere diligente e ad avere attitudini da leader; sono spesso disciplinati e conformisti.
Consiglio: non riversategli addosso troppa responsabilità sui fratelli e troppe aspettative, potrebbe essere molto pesante.

Il figlio di mezzo (o i figli di mezzo)

Che sia l’unico figlio di mezzo o uno dei tanti tra il maggiore e il minore, il figlio di mezzo viene sempre visto come il più complicato. In effetti la posizione di figlio di mezzo non è semplice. La classica frase “Tuo fratello maggiore è più grande, devi ascoltarlo. Tuo fratello minore è più piccolo, non sgridarlo.” è la più sentita dai figli di mezzo. Insomma, i figli di mezzo sono spesso i più sfavoriti in famiglia e, non a caso, molti studi certificano che quasi mai sono i preferiti dei genitori.
Ciò che è vero è che ricevendo meno attenzioni degli altri fratelli, i figli di mezzo sviluppano spesso carenza d’affetto e cercano attenzioni attraverso atti di ribellione. Sono però molto creativi, molto socievoli e ottimi mediatori.
Se il rapporto con i fratelli è buono, i figli di mezzo crescono molto equilibrati, capaci sia di chiedere aiuto che di darne e soprattutto sono eccezionali nel lavoro di squadra.
Consiglio: ogni tanto dedicategli del tempo tutto per lui, fategli un regalo o dategli qualche piccola attenzione speciale, solo per lui e appoggiatelo nelle sue mille scelte assurde… anela il vostro amore e il vostro orgoglio più di tutto.

Il figlio minore

Il figlio minore è spesso la “piccola peste” di casa.
Trattato come un cucciolo, riempito di attenzioni, amato e coccolato da genitori e fratelli (e sgridato pochissimo), cresce con l’idea di essere una persona importantissima e quando qualcuno non lo fa sentire così vorrebbe rifugiarsi nel suo microcosmo familiare dove lui è la superstar. E’ piuttosto viziato ed è spesso il preferito dei genitori. Quando sente di non ricevere abbastanza attenzioni (anche quando non è vero) è capace di pestare i piedi a terra o combinare guai per tornare al centro della scena.
Il figlio minore però è spesso furbo (a volte manipolatore) ed estroverso. Crescendo con dei fratelli maggiori (e i loro amici) ama stare in compagnia e spesso tiene banco in un gruppo. Abituato a stare con persone più grandi, apprende molto e molto in fretta, bruciando spesso le tappe.
Consiglio: non viziatelo troppo e non dategli sempre ragione nelle diatribe con i fratelli… creerete un mostro!

 

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