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Galateo su facebook


Viviamo nell’era dei social network, l’era in cui ci si scambiano più parole nelle chat e su whatsapp che di persona. Un po’ triste ma vero… bisogna adeguarsi. E allora come i mezzi di comunicazione, anche le buone maniere cambiano e si adeguano ai tempi correnti.

Ecco un piccolo galateo per il re dei social network: facebook.

1. Meno è meglio
Intasare l’homepage dei vostri amici con centinaia di selfie o post di gossip non è molto galante. Quando decidete di postare qualcosa su facebook pensateci due volte.

2. Il gioco è bello quando dura poco
Vogliamo davvero parlare dei giochi di facebook e delle loro terribili notifiche? Fastidiosissime! La regola è: manda le richieste solo a chi come te gioca a quel gioco. No, non è tartassando con le richieste che convincerai la tua collega a giocare a Farmville.

3. Dietro lo schermo c’è sempre una persona
Soprattutto i più giovani (ma non solo, vi assicuro) sembrano dimenticare che dietro lo schermo di un computer o di uno smartphone c’è sempre una persona che come noi ha una sensibilità e dei sentimenti. Insultare o fare del bullismo su una persona potrebbe avere effetti distruttivi su di lei. Prima di premere invio rileggete e pensate se quello che state scrivendo può offendere la sensibilità di qualcuno.

4. Le regole sono regole
Nei gruppi e nelle pagine di facebook ci sono spesso regole ben precise date dagli amministratori per favorire il quieto vivere di tutti gli utenti. Seguirle e rispettarle non è solo utile per tutti, ma anche indice di educazione e di rispetto nei confronti delle altre persone e dei creatori della pagina o del gruppo.

5. Scegliete gli amici con criterio
Facebook non ne fa solo una questione di galateo, ma proprio pratica: se aggiungi troppe persone che non conosci ai tuoi amici, scatta il blocco delle richieste. Ma tolte le regole che mister Mark Zuckenberg ha scelto per la sua creazione, è buona educazione mandare la richiesta di amicizia per lo più a persone che già conosciamo nella vita reale… con qualche eccezione in casi particolari.

6. Non fatevi “incatenare”
Le catene di Sant’Antonio non sono certo nate con facebook, ma sono comunque approdate anche lì. Facebook o non facebook sono sempre fastidiose e spesso inutili, di qualsiaso tipo siano. La classica foto (che gira su facebook probabilmente dai suoi albori) che raffigura un bambino affetto dalla sindrome di down e la scritta “se pensi che sia bello condividimi” non servirà a nessuno. Non vi farà fare bella figura, molto probabilmente non verrà vista da nessun ragazzino affetto da tale sindrome e non aiuterà la ricerca. Se volete fare un bel gesto fate una donazione per la ricerca scientifica o se non avete molti soldi andate a fare volontariato negli ospedali o nelle case di cura. Farete sicuramente cosa gradita e molto utile. Ah, non c’è bisogno di postare la notizia su facebook, e neanche il selfie dimostrativo. Basta farlo con il cuore, anche senza che nessuno dei vostri contatti lo sappia.

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