Il libro di Agassi

Il libro di Agassi, “Open” é diventato in poco tempo un best sellers da oltre 100 mila copie vendute, ma per molto tempo (prima di leggerlo) mi sono chiesta a quale pubblico fosse rivolto.

Inizialmente pensavo fosse rivolto a specialisti del settore, amanti dello sport, estimatori del tennis, pensavo fosse un libro adatto principalmente ad un uomo e che non fosse affatto una lettura “femminile”.

Mi sbagliavo.

Innanzitutto si tratta di un’autobiografia, l’autobiografia di un campione sportivo, attraverso la quale possiamo da una parte avvicinarci al mondo del tennis più in generale (magari ritrovandoci a guardare su Youtube set ed incontri che hanno fatto la storia del tennis e familiarizzare con i nomi dei grandi tennisti), dall’altra conoscere più da vicino la vita di una leggenda del tennis, amata e discussa durante tutta la sua carriera.

Ma l’aspetto che ho più fortemente apprezzato di questo libro è la profondità dell’introspezione psicologica mostrata dal protagonista nel suo raccontarsi e svelarsi al lettore. Sebbene la vita di Agassi, come quella dei grandi sportivi che hanno fatto la storia, sia stata e sia per molti aspetti estremamente diversa da quella di ciascuno di noi (almeno così la immaginiamo noi comuni mortali), in molti passaggi del libro è immediato identificarsi con la voce narrante.

Ci troviamo a leggere un “libro psicologico” piuttosto che un “libro di sport”, nel quale ciascuno di noi, uomini o donne, potrà ritrovarsi, attraversando insieme ad Agassi, sconfitte, gioie, paure, difficoltà ed amori, che sono ciò che riempie la nostra vita e la rende degna di essere vissuta.

Le paure sono come le droghe ponte. Cedi a una piccola e ben presto ti ritrovi ad averne di più grandi

cit. Open, Agassi, Einaudi 2011

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