Body shaming: parliamone!

Esistono moltissimi tipi di body shaming, poiché moltissimi sono i canoni imposti dalla società.

Il più famoso tipo di body shaming è certamente il fat shaming (dall’inglese fat = grasso).
Chi è qualche chilo in sovrappeso lo sa bene, gli insulti e le frecciatine sono all’ordine del giorno e spesso sono passati anche come consigli benevoli che nascondo però il messaggio implicito che “Devi vergognarti del tuo corpo così grasso e inadeguato”.

Al contrario, l’altra faccia della medaglia del fat shaming è di certo il thin shaming (dall’inglese thin = magro). Per quanto la nostra epoca esalti la magrezza, quella “eccessiva” è criticata quasi quanto i chili di troppo.
Quante volte abbiamo sentito dire (o abbiamo detto) a qualcuno di molto magro frasi come “Ma sei tutta ossa, ma mangi?” “Ma sei anoressica? Guarda che un piatto di pasta fa bene!”
A volte, poi, nel body shaming si tende ad usare termini sbagliati come anoressia o obesità che non dovrebbero essere usati come insulti, prima di tutto perché sono malattie e non bisognerebbe mai prendere in giro qualcuno per una malattia, e poi perchè chi è molto magro o in sovrappeso non è detto che sia anoressico o obeso.